Feeds:
Articoli
Commenti

METTERE IN SALVO IL SEME

http://imagecache.allposters.com/images/pic/CAR/JG74%7EIl-Seminatore-Posters.jpg

Don Camillo spalancò le braccia:

<Signore, cos’è questo vento di pazzia? Non è forse che il cerchio sta per chiudersi e il mondo corre verso la sua rapida autodistruzione?>

<Don Camillo, perché tanto pessimismo? Allora il mio sacrificio sarebbe stato inutile? La mia missione tra gli uomini sarebbe dunque fallita perché la malvagità degli uomini è più forte della bontà di Dio?>

<No, Signore. Io intendevo soltanto dire che oggi la gente crede soltanto in ciò che vede e tocca. Ma esistono cose essenziali che non si vedono e non si toccano: amore, bontà, pietà, onestà, pudore, speranza. E fede. Cose senza le quali non si può vivere. Questa è l’autodistruzione di cui parlavo. L’uomo, mi pare, sta distruggendo tutto il suo patrimonio spirituale. L’unica vera ricchezza che in migliaia di secoli aveva accumulato. Un giorno non lontano si troverà come il bruto delle caverne. Le caverne saranno alti grattacieli pieni di macchine meravigliose, ma lo spirito dell’uomo sarà quello del bruto delle caverne. Signore, la gente paventa le armi terrificanti che disintegrano uomini e cose. Ma io credo che soltanto esse potranno ridare all’uomo la sua ricchezza. Perché distruggeranno tutto e l’uomo, liberato dalla schiavitù dei beni terreni, cercherà nuovamente Dio. E lo ritroverà e ricostruirà il patrimonio spirituale che oggi sta finendo di distruggere. Signore, se è questo ciò che accadrà, cosa possiamo fare noi?>

Il Cristo sorrise:

<Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancora più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza. Bisogna salvare il seme: la fede. Don Camillo, bisogna aiutare chi possiede ancora la fede e mantenerla intatta. Il deserto spirituale si estende ogni giorno di più, ogni giorno nuove anime inaridiscono perché abbandonate dalla fede. Ogni giorno di più uomini di molte parole e di nessuna fede distruggono il patrimonio spirituale e la fede degli altri. Uomini di ogni razza, di ogni estrazione, d’ogni cultura>.


(Giovannino Guareschi – Don Camillo e i giovani d’oggi)

AUGURI SANTITA’!

Oggi, 16 aprile, ricorre il compleanno del Santo Padre Benedetto XVI, che è nato a Marktl am Inn, diocesi di Passau (Germania), il 16 aprile 1927 (Sabato Santo) ed è stato battezzato lo stesso giorno. Auguri Santità, Ad Multos Annos!

PASQUA, SI MUORE PER RISORGERE

SI MUORE PER RISORGERE
Erano le tre del pomeriggio quando si fece buio su tutta la terra e un violento terremoto squarciò il velo del tempio: il Figlio dell’Uomo moriva sulla croce e la natura partecipava misteriosamente alla morte del Figlio di Dio, del suo Fattore. Evento inaudito, scandalo per l’uomo di tutti i tempi, paradosso perenne di morte che si trasforma in vita e in salvezza eterna.

Il buio di domenica notte, scosso dal boato del terremoto che ha squarciato case, chiese e ospedali in terra d’Abruzzo ci richiama quel momento antico di cui ci apprestiamo a fare cristiana memoria in questi giorni. “Mio Dio, perché mi hai abbandonato?”, ha gridato Gesù. Anche noi lo ripetiamo oggi, osservando i brandelli di case, le chiese sventrate, gli sfollati accampati, il dolore composto di chi ha perso tutto. E poi i morti, i bambini e i giovani strappati dal crudele rombo della terra. “Mio Dio, perché?

E la Regina dei Sette Dolori, come Péguy chiama la Madonna ai piedi della Croce di Cristo, è ancora lì, a guardare il dolore di un popolo che vede tagliata in due la sua vita. Trafitto come il cuore di Maria, il volto tumefatto dalle lacrime. Niente sarà più come prima per chi è stato ferito da una tragedia in cui colpisce la laboriosità della gente, lo sguardo proteso al futuro. E noi che guardiamo immagini apocalittiche di paesi che non esistono più, a fatica ci rassegniamo a riconoscere che non siamo padroni della nostra vita, neanche per una minima parte.Non siamo in grado di controllare la natura, anche se ci illudiamo di poterlo fare, manipolandola.

La Settimana Santa ha uno spessore particolarmente intenso. Porta il nostro sguardo alla Croce carico di domanda. La ragionevolezza della fede che parla di un bene che attraversa il tempo e lo spazio, di un Amore misericordioso che infonde speranza e non chiude il nostro destino nell’ambito cieco della materia, è ciò che serve porre al centro della nostra attenzione e del nostro cuore.

La solidarietà che ha visto protagonista il nostro paese è il primo evidente segno del bene che opera nella storia. Un bene che può essere praticato tanto più se ne riconosce l’origine. “Non c’è amore più grande che dare la vita per i propri amici”. Come Gesù, anche noi, per quel che possiamo siamo chiamati a questo amore-carità. Per poter risorgere. Buona Pasqua.

Cultura Cattolica socio di  SamizdatOnLine

Terremoto

Il volantino di giudizio preparato da Comunione e Liberazione in merito ai tragici eventi che hanno colpito l’Abruzzo in questi giorni.

Ancora una volta siamo stati feriti nell’intimo del nostro essere da un evento sconvolgente. Così sconvolgente che è difficile sottrarsi alla domanda circa il suo significato, talmente supera la nostra capacità di comprensione.
La questione è tanto radicale quanto scomoda. Non possiamo cercare di chiuderla in fretta, desiderando di voltare pagina quanto prima per dimenticare. Non è ragionevole restare prigionieri di una emotività che ci soffoca, tanto meno spostare l’attenzione su eventuali responsabili.
La carità sterminata, che si è documentata in questi giorni come moto spontaneo e che sarà necessaria soprattutto nei prossimi mesi quando ci sarà più bisogno di aiuto, indica che la dimenticanza non è l’unica strada. Eppure neanche questa mossa è in grado di esaurire l’urgenza della domanda, suscitata dall’esperienza della nostra impotenza di fronte al terremoto.
Eventi come questo ci mettono davanti al mistero dell’esistenza, provocando la nostra ragione e la nostra libertà di uomini. Sprecare l’occasione di guardarlo in faccia ci lascerebbe ancora più smarriti e scettici. Ma per stare davanti al mistero dell’esistenza abbiamo bisogno di qualcosa di più della nostra pur giusta solidarietà. Da soli non possiamo.
La compagnia di Cristo – che è all’origine dell’amore all’uomo proprio del nostro popolo – si rivela ancora una volta decisiva nella nostra storia: una compagnia che dà senso alla vita e alla morte, alle vittime, ai sopravvissuti e a noi stessi, e sostiene la speranza.
L’imminenza della Pasqua acquista, allora, una nuova luce. «Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?» (Rm 8,32).

Comunione e Liberazione
Aprile 2009

————————————————————————————————————————————————————–

Per gli amici di CL:

Abbiamo ritenuto di promuovere nell’ambito del Movimento una raccolta straordinaria di fondi per sovvenire, nella misura del possibile, alle tante necessità – che hanno colpito anche molti nostri amici – conseguenti al sisma del 6 aprile.

Alle più immediate urgenze provvederemo con il Fondo Comune della Fraternità.

Quanto raccoglierete andrà versato esclusivamente su:
c/c bancario intestato a: Fraternità di C.L. – Emergenza Terremoto
IBAN: IT 48 Z0351201614000000008561
presso il Credito Artigiano SpA Sede di Milano Stelline
(per versamenti dall’estero: BIC SWIFT ARTIITM2)

In seguito segnaleremo tempestivamente le ulteriori richieste di aiuto secondo le modalità che i nostri amici dell’Abruzzo – passati questi primi giorni di emergenza – individueranno e riterranno più utili ed opportune.

* * * * *
Compagnia delle Opere Abruzzo Molise, Compagnia delle Opere nazionale e Banco Alimentare, per far fronte alle emergenze emerse a causa del terremoto, hanno messo in atto una serie di inziative che trovate dettagliatamente descritte nei rispettivi siti Internet:
www.cdoabruzzomolise.it
www.cdo.it

www.bancoalimentare.org

* * * * *
Il punto di riferimento per ogni necessità e iniziativa è la Sede CdO Abruzzo Molise, V.le Abruzzo n° 1 – 65016 Montesilvano (PE), tel. (+39) 085 4491848 dalle h. 15.00 alle h. 19.00; fax (+39) 085 4459961; http://www.cdoabruzzomolise.it

TERREMOTO IN ABRUZZO

Inconsapevole o no che fosse, l’autore di questa foto, in una sola immagine, è riuscito a riassumere il dramma quotidiano dell’uomo. Un dramma che solo la preghiera riesce a compiere e a spiegare in tutta la sua portata. Nulla infatti appartiene all’uomo, tutto gli è donato e la preghiera serve proprio ad acquisire, giorno dopo giorno, una sempre maggiore consapevolezza di questo dato di fatto.

DOVE RIVOLGERSI PER OFFRIRE AIUTO, SANGUE O CIBO
ROMA – Appello dei Centri di servizio per il volontariato (Csv) di Pescara a tutti i volontari di Pescara e provincia, a contribuire nei limiti delle loro possibilità ad aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l’emergenza terremoto che ha colpito l’Abruzzo possono contattare il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara, telefonando allo 085 2057631.

Chiunque fosse invece interessato a donare sangue, può farlo recandosi o presso il Centro Trasfusionale dell’ospedale Santo Spirito di Pescara, via Fonte Romana n. 8 (ingresso pronto soccorso), o presso il centro raccolta sangue Avis Pescara, corso Vittorio Emanuele II n.10.

Chiunque voglia donare del cibo per le popolazioni colpite, infine, può portare i generi di prima necessità presso il Banco Alimentare dell’Abruzzo, in via Celestino V: il Banco Alimentare, mediante la sua rete di enti e associazioni convenzionati nell’Aquilano, ha già iniziato ad inviare i prodotti nelle zone colpite dal terremoto.

Qui i riferimenti del Banco
Associazione Banco Alimentare Abruzzo – Onlus
Via Celestino V 4 – 65129 Pescara (PE)
Tel. 085-43.13.975
mail segreteria@abruzzo.bancoalimentare.it

PROBLEMA PLANETARIO

http://static.blogo.it/02blog/condom.jpg

E a leggere le dichiarazioni indignate alle parole del Papa (sconsiglia i preservativi! Ma che novità sconvolgente! Che notizia bomba inaspettata!) da parte dei politici di tutto il mondo, intellettuali, dotti medici e sapienti, insomma, pare proprio che sia fondamentale. Utilissimo per un sacco di cose. Sicuro e infallibile. Impossibile non usarlo, non averlo sempre con sé.

Una mano santa per l’AIDS, innanzitutto: efficacissimo per combattere la pandemia. Una barriera invalicabile che arresta di colpo il contagio, annichilisce il virus. (dovrebbe far pensare il fatto che in occidente, soprattutto nei paesi dove il consumo dei preservativi è più alto, il virus non si è affatto fermato). E d’altra parte l’Africa è inondata dai preservativi, eppure l’AIDS non è certo sparito: tutti sciolti al sole africano?

Infallibile pure per tutte le malattie sessualmente trasmesse, gravidanza compresa.

Se lo usi per coprire le orecchie, previene l’otite. Se invece ci infili le dita, proteggi le unghie. Se lo tieni in tasca ti senti protetto, e non ti viene l’influenza. Se lo porti con te per la spesa, puoi usarlo come sacchetto per le monoporzioni. Puoi metterci i pesci rossi che vinci al luna park, acqua compresa. Oppure le conchiglie che raccogli in riva al mare. O anche i trucioli delle matite dopo che le hai temperate, così non sporchi a terra. In tutto il mondo lo usano per farci i gavettoni e, se sono colorati, si possono gonfiare come piccoli palloncini, e ci si possono fare scritte con i pennarelli.

E se i più volgari critici del Papa se lo infilassero in testa, oltre a ripararsi dalla pioggia, sarebbe pure più semplice, come dicono a Parigi, riconoscere i testa ….. (il resto QUI    se vuoi ridere,

e anche QUI,

se ti vuoi scompisciare!

http://nuke.alkemia.com/Portals/0/Storia/fosseardeatinePisani.gif

Raramente sono state scritte parole tanto infamanti contro la dignità dell’essere umano come quelle apparse sull’ultimo numero de “L’Espresso” a firma Giorgio Bocca. Parole con cui l’impietosa penna laicista si scaglia contro il «culto della vita a ogni costo che lascia perplessi i visitatori della Piccola casa della divina Provvidenza, la pia istituzione del Cottolengo, dove tengono in vita esseri mostruosi e deformi». Parole degne delle farneticazioni eugenetiche di Karl Binding, di Alfred Hoche, di Heinrich Wilhelm Kranz (quello per cui gli “esseri mostruosi e deformi” di Bocca erano «veri e propri parassiti, scorie dell’umanità»), o dei coniugi Myrdal (quelli che nella Svezia socialdemocratica propugnavano l’eliminazione delle persone «difettose», cioè degli esseri umani «di tipo B») o dei deliri di Marie Stopes.

(Continua a leggere…)

LA REALTA’ FONDAMENTALE

http://media.panorama.it/media/foto/2009/02/04/4989ab9db77dd_zoom.JPG

Dall’omelia di Benedetto XVI in Angola

[...Oggi spetta a voi, fratelli e sorelle, sulla scia di quegli eroici e santi messaggeri di Dio, offrire Cristo risorto ai vostri concittadini.

Tanti di loro vivono nella paura degli spiriti, dei poteri nefasti da cui si credono minacciati; disorientati, arrivano al punto di condannare bambini della strada e anche i più anziani, perché – dicono – sono stregoni. Chi può recarsi da loro ad annunziare che Cristo ha vinto la morte e tutti quegli oscuri poteri (cfr Ef 1, 19-23; 6, 10-12)? Qualcuno obietta: «Perché non li lasciamo in pace? Essi hanno la loro verità; e noi, la nostra. Cerchiamo di convivere pacificamente, lasciando ognuno com’è, perché realizzi nel modo migliore la propria autenticità».

Ma, se noi siamo convinti e abbiamo fatto l’esperienza che, senza Cristo, la vita è incompleta, le manca una realtà – anzi la realtà fondamentale –, dobbiamo essere convinti anche del fatto che non facciamo ingiustizia a nessuno se gli presentiamo Cristo e gli diamo la possibilità di trovare, in questo modo, anche la sua vera autenticità, la gioia di avere trovato la vita. Anzi, dobbiamo farlo, è un obbligo nostro offrire a tutti questa possibilità di raggiungere la vita eterna...]
( continua…)

http://www.clandestinoweb.com/images/stories/111AAANUOVOCLANDESTINO/ITALIA/VATICANO/ratzinger_01.jpg

State seguendo il viaggio in Africa del Papa? No? Allora non sapete cosa vi perdete!

La gioia degli Africani di “vedere” e ascoltare  il Papa è come un’esplosione di fiori a primavera. Ha contagiato anche Benedetto XVI. Le Liturgie, che da noi suscitano sbadigli annoiati, per questi nostri fratelli “negri” sono la Bellezza Manifestata, a cui partecipano con tutto l’essere: mente, cuore e corpo. Cantano e danzano, e battono le mani. Tutti vestiti con gli abiti della festa. E con il copricapo che sembra una corona regale. La più bella è la Prima Signora del Camerun, la Moglie del Presidente. Emozionata come Maria e premurosa come Marta nell’accogliere l’Ospite Illustre e amato. Pelle chiara, statura notevole, massa di capelli colore del grano. Leggiadra negli abiti morbidi color pastello. Commovente il suo battere le mani al ritmo dei canti, come il suo popolo. Non è schiava dell’etichetta. Un Popolo, che l’Occidente ancora considera e tratta come schiavo, mostra la sua grande libertà e vitalità. E’ un Popolo libero. E’ giovane. I bambini hanno ancora l’infanzia negli occhi. Se la Speranza ha un volto, ebbene, deve avere l’immagine di queste facce e di questi sguardi pieni di stupore. Ecco; il volto dell’Africa è lo stupore. E la gioia. E la speranza.

L’Europa è vecchia, decrepita, smemorata. Gli abiti, un tempo eleganti si sono strappati. Stracci. Non più musica né canti. Di fronte ad uno “spettacolo” bellissimo, come il viaggio Papale – anche esteticamente bello; una Perla bianca tra tante magnifiche Perle nere – non sa fare altro che parlare di preservativi.  Che se lo mettessero in testa, il condom, queste teste di c….zo!

Ma è stato predetto: Uno sbadiglio ci seppellirà!

AL POSTO DI UN ALTRO

In onore di San Giuseppe, padre legale di Gesù Cristo e custode di Maria S.S. e della Santa Chiesa Cattolica, con un Augurio specialissimo al Santo Padre Benedetto XVI che ne porta il nome:Joseph, Giuseppe.

http://imagecache2.allposters.com/images/pic/AUN/RCB0036~Gregge-con-pastore-Posters.jpg


“Lei procedeva come sempre dietro al gregge immersa nei pensieri. Lui disse:

_ Miriam…

Benché Giuseppe avesse pronunciato il suo nome a bassa voce, lei lo udì immediatamente. La ragazza si volse. Vide il viso di lei, identico a quello che era sempre vissuto nella sua memoria, dal primo momento che l’aveva vista, soltanto leggermente offuscato dal velo della stanchezza. Essa si fermò e lo guardò. Gli parve di scorgere nei suoi occhi un lampo di ansia. Ma se quella era ansia, c’era anche in quello sguardo una purezza incomparabile. Qualsivoglia debolezza potesse sorprenderlo in qualsiasi momento, lo sentì: in una cosa non avrebbe mai creduto _ nella colpevolezza di lei.

_Sono lieto che tu sia tornata…_ disse.

_Non ero più necessaria alla zia.

_Ero preoccupato per te… Avevo nostalgia…

_Lo so. Anch’io ho pensato molto a te, Giuseppe.

Per un momento regnò il silenzio. Poi Giuseppe riprese subito:

_ Ho parlato con Cleofa, e gli ho chiesto che mi permetta di portarti nella mia casa. Nella nostra casa…_ si corresse._ Visto che hai accettato… Voglio poterti circondare delle mie cure… E credo che sia necessario _ vinse la timidezza _ che colui che deve nascere, nasca in casa sua…

Ebbe l’impressione che sul viso di lei fosse sceso all’improvviso lo splendore del sole. Gli occhi si illuminarono e la bocca si dischiuse in un sorriso. Quella che a lui era sembrata un’ombra di ansia scomparve subito. La gioia invase la figura di lei come un fuoco che avesse inghiottito la stanchezza. Era di nuovo come l’aveva vista al pozzo: fanciullesca, gioiosa, radiosa.

_ Ho fiducia _ sussurrò_ ed Egli ha esaudito la mia preghiera… Come è buono, come è benevolo. Ti ha detto tutto e tu hai compreso…

_ Ho compreso _ disse _ perché ti amo

Lei piegò il capo e lo guardò sorridendo come se scherzasse.

_ Anch’io ti amo, Giuseppe _ affermò. _ Ma tu hai compreso, perché Egli ci ama… E adesso ormai tutto va bene…

Respirò profondamente, come se un qualche grosso peso le fosse caduto dalle braccia. Si coperse il viso con le mani. Egli non sapeva se dietro lo schermo delle dita ridesse o piangesse di felicità. Ma lei spostò subito le mani. Con gli occhi pieni di lacrime guardava con tenerezza il viso dell’uomo. Gli parlava soltanto con lo sguardo, ma quello sguardo fece sì che scomparisse tutto quello che aveva frenato la gioia di Giuseppe. Il mondo di lei continuava a non essere quello di lui. Nonostante ciò intese che lei lo amava, lo amava veramente, come soltanto si può amare. Non aveva il diritto di chiedere di più. Qualsiasi prezzo dovesse pagare per questo, sentiva che aveva ottenuto più di chiunque altro.”

Da “L’ombra del Padre” di Jan Dobraczynski

Articoli precedenti »